
Nel maggio 2001 inizia l'attività della nuova fondazione a Chennai (già Madras). E' la casa di formazione per
i giovani religiosi del postnoviziato e studentato teologico. Attualmente sono presenti 2 padri e 13 giovani
religiosi.
Ma fin dall'inizio si è aperta la casa all'accoglienza di bambini e ragazzi completamente orfani o abbandonati: è l'Udaya Vasal Boys Home, che accoglie 15 ospiti. Attraverso l'attenzione individualizzata si cerca di farli sentire a proprio agio e cancellare le paure e i brutti ricordi.
La comunità svolge inoltre un'attività sociale di appoggio a famiglie di villaggi agricoli alla periferia di Chennai, dove è stato istituito un centro di formazione per donne disoccupate.
Ultimamente i Somaschi si sono impegnati a costruire una quarantina di casette per le famiglie. E' un progetto a cui l'Associazione "Sole che nasce" vuole concretamente collaborare (650,00 € a casetta).
Invitiamo quindi gli amici a prendere in considerazione questo progetto

Il Suryodaya Boys Center è la terza opera nella città di Bangalore. Sorge nel 1998 ed è
pensata come centro di assistenza per ragazzi. E' costituito da quattro case famiglia che
ospitano dieci ragazze ciascuna. L'attività consiste nell'accoglienza di minori.
E' in corso anche una certa collaborazione con le Suore di San Francesco di Sales per l'assistenza a bambine
sorelle di nostri assistiti (la spesa economica ed i rapporti con le famiglie sono sostenute da noi).
Da un anno a questa parte è stata costruita, con il contributo di benefattori italiani, una panetteria,
che serve le nostre comunità e diversi negozi. In essa sono impegnati alcuni giovani maggiorenni
(ex del centro) per avviamento al lavoro.
La comunità religiosa, composta da tre religiosi, fa fronte anche a diverse attività secondarie: accoglienza per
brevi periori di amici-conoscenti-volontari provenienti dall'Italia (soprattutto nel periodo estivo italiano);
incontri con gruppetti di giovani che compiono master di economia e managerialità di alcune università di
Bangolore.
Ultimamente, sempre con il contributo di alcuni benefattori, si è dato inizio anche ad una piccola fattoria con mucche, capre e animali da cortile. Con essa si raggiunge un duplice scopo: un aiuto per il sostentamento e un avvio al lavoro per i ragazzi che sono presenti nell'opera.
A Suryodaya è presente anche il Noviziato dei Padri Somaschi per la regione indiana.

La casa di Shantigiri è la seconda opera aperta a Bangalore dai Padri Somaschi nel 1994. E' una casa
di formazione e di orientamento vocazionale. Con l'espandersi della presenza in altri
stati dell'India anche la fisionomia di questa casa sta subendo dei cambiamenti.
Attualmente ospita l'anno di aspirantato per 15 giovani provenienti da stati diversi che sono orientati verso la
vita consacrata e che studiano l'inglese, lingua indispensabile per proseguire gli studi.
Sono presenti anche 9 giovani del secondo e terzo anno di College (il primo anno è stato trasferito alla
nuova sede di Nagercoil).
Ultimamente, dopo la diminuzione degli studenti del College, si è data ospitalità a giovani universitari (attualmente sono 9). La prospettiva è quella di spostare tutta la parte formativa relativa al College a Nagercoil, mantenendo unicamente l'anno di primo orientamento con lo studio della lingua inglese.
Si pensa pertanto di sviluppare la parte del pensionato per studenti universitari.

Yuva Vikas, nella città di Bangalore, è la prima realtà somasca sorta in India nel 1992. Inizialmente è stata
sede del seminario.
Oggi è la sede del Commissariato (nome con cui i Padri Somaschi denominano la realtà giuridica dell'India, dello Sri Lanka e dell'Australia), a cui fanno riferimento tutte le comunità delle tre nazioni.
E' presente una comunità assistenziale che accoglie 12 ragazzi e giovani. Ma principalmente è un College per studenti universitari (attualmente ne sono presenti 37), attività richiesta dal Vescovo.
La comunità di Yuva Vikas, composta da 6 religiosi, però guarda con grande attenzione le situazioni di
povertà negli slums, proponendo adozioni a distanza per far studiare i bambini.
Attualmente l'Associazione "Sole che nasce" ne segue circa 250, ma in lista di attesa ci sono
altri 150 casi cui bisognerebbe dare un aiuto.
I religiosi Somaschi inoltre, hanno costruito, nel vicino villaggio di Kalkaré, un piccolo asilo, un centro per donne dove imparano il cucito e un dispensario per le prime cure. Bisogna ricordare che in India le medicine sono a pagamento, così come l'ospedalizzazione. Un ulteriore impegno riguarda l'animazione religiosa per giovani studenti e lavoratori cristiani della zona.

Nemmeno dieci giorni dopo il disastro tsunami, un gruppo di Somaschi si era messo a disposizione, sotto
la guida del Vescovo di Kottar (Nagercoil), per aiutare i giovani sfollati a non perdere l'anno scolastico,
a partire da quelli che avrebbero dovuto sostenere esami statali (che si tenevano nemmeno tre mesi dopo il
disastro).
La provvidenza non si è fatta attendere, e gli aiuti provenivano da varie parti del mondo.
Con il coinvolgimento più capillare nella situazione della zona i padri, in consultazione con il Vescovo,
hanno concepito un progetto di più ampio respiro e di lunga durata.
Ed è così che è nato il progetto del St. Jerome College, affiliato all'università locale,
che sta per aprire le iscrizioni. Vari corsi di carattere universitario vengono offerti ai giovani della
zona, con speciali agevolazioni a coloro che provengono da famiglie di pescatori o in stato di povertà.
Corsi di amministrazione aziendale, fashion design, gestione alberghiera, scienze informatiche, scienze della
comunicazione, lavoro sociale e lingue straniere sono in cantiere e partiranno uno ad uno.
Tali corsi sono stati identificati in collaborazione con l'università e con esperti della camera di commercio
locale, per avere una sufficiente garanzia che i programmi di studio assicurino in seguito un veloce inserimento
nel mondo del lavoro.
Il college è affiancato da un ostello per gli studenti che provengono da zone più lontane, ed offre il servizio di un accompagnamento umano e religioso a coloro che lo frequentano.
Com'è necessario ed auspicabile, il College è ben integrato nel proprio territorio, sia a livello civile (i contatti e la collaborazione con l'ufficiale distrettuale sono ottimi), sia ecclesiale (i religiosi collaborano in particolare per l'animazione dei giovani delle parrocchie circostanti, con speciali attività didattiche e formative durante le vacanze estive).
Per i Somaschi dell'India questa è la prima avventura nel campo dell'istruzione, ma possono contare sul sostegno di tante persone che, in loco, sono loro vicini con la loro esperienza.

Anche qui la gestazione è stata lunga. Da anni l'Arcivescovo di Vishakhapatnam, grande città dal porto
emergente sul golfo del Bengala, chiedeva ai Padri Somaschi di farsi carico di un ostello per giovani
tribali in una zona poverissima, sulle montagne del suo distretto.
E così, nel maggio 2005, tre Somaschi sono partiti definitivamente per Araku, a 1000 metri di altezza, a
4 ore di bus da Vishakhapatnam, sulle montagne dei Gathi Orientali.
Queste valli sono da millenni la casa di una popolazione tribale semplice e povera, mite ed intelligente, che vive principalmente dei prodotti che la natura produce da sè e di alcune piccole coltivazioni. Le loro condizioni di vita sono costantemente peggiorate negli ultimi decenni, anche a causa dello sfruttamento del loro habitat da parte delle multinazionali dell'estrazione mineraria. E' una popolazione esposta allo sfruttamento di ogni genere ed all'inganno. La malnutrizione è rampante, le malattie, di conseguenza, mietono moltissime vittime.
Da tempo la Diocesi aveva iniziato a collaborare con il Governo per la riabilitazione e la difesa di queste popolazioni. Ma tale riabilitazione passa anzitutto tramite un lavoro di mentalizzazione e di consapevolezza, di cui strumento privilegiato è l'istruzione scolastica.
E qui si colloca Miani Nilayam. I ragazzi e le ragazze provenienti dai villaggi delle
valli circostanti (fino a 70 chilometri di distanza) vengono accolti in due ostelli
(quello femminile è gestito da una congregazione di suore), da dove possono frequentare la scuola di
Araku e procedere negli studi.
Ma l'ostello non offre solo un alloggio: cibo sano, medicinali, ripetizioni per i più deboli, accompagnamento
personale, sostegno nella scelta della carriera futura sono solo alcuni dei servizi di cui questi giovani
vengono provvisti.
Al loro arrivo i Padri hanno alloggiato in una costruzione ultimata alcuni anni fa da ufficiali governativi,
con mezzi di fortuna. I tre ambienti, oltre ad essere ormai inadeguati al numero degli studenti (che dagli
originali 40 sono saliti a più di 100), erano ormai strutturalmente pericolanti.
Ed allora ci si è organizzati per provvedere ambienti più adeguati e più sicuri a questi giovani. Tra molte
difficoltà dovute all'isolamento, alla lontananza dalla grande città ed all'irreperibilità dei materiali,
si è riusciti ad arrivare quasi alla fine.
Per il loro sostentamento, il Governo copre una piccola parte delle spese annuali. Alcuni aiuti, specialmente sotto forma di provviste, arrivano per interessamento della Diocesi. Per il resto, sono le adozioni a distanza che permettono a questi giovani di poter pensare ad una vita migliore di quella dei loro padri.

Nel 1999, per opera del Governo generale della Congregazione viene aperto a Kandy, in Sri Lanka, il
St. Joseph's Boys Center. Oggi anche quest'opera appartiene al Commissariato dell'India e dello Sri Lanka.
Kandy è situata al centro dello Sri Lanka in una zona molto verde ed è una città molto importante sia dal punto di vista commerciale e turistico sia per quello religioso (è sede del più importante monastero buddista). La comunità dei Padri Somaschi si trova fuori dalla città, lungo il fiume che la attraversa.
L'opera è una casa famiglia per 21 bambini, alcuni orfani, altri che provengono da famiglie
presso le quali non possono stare, viste le condizioni dei genitori. La casa famiglia è stata fortemente voluta
dal Vescovo locale.
I segni di apprezzamento delle autorità statali e della chiesa sono positivi.
Nella casa sono addetti 4 religiosi.
La comunità di Kandy viene sostenuta interamente tramite le donazioni a distanza.

Dopo due anni di lavoro che hanno dovuto superare vari intoppi dovuti alla situazione di guerra civile, i Padri
e le Suore che lavorano nel Centro sono finalmente riusciti ad inaugurare ufficialmente le nuove costruzioni.
Le attività sono molteplici. Otto casette, quattro per i ragazzi e quattro per le ragazze, sono destinate
all'accoglienza per orfani dello tsunami e della guerra civile, e per profughi di guerra. Attualmente
ospitano 45 persone, ma a pieno ritmo saranno quasi un centinaio.
La scuola professionale (edilizia, carpenteria, cucito), che funzionava in locali temporanei,
si trasferisce ora nei locali e nei laboratori costruiti allo scopo, ed accoglierà nuovi corsi: panetteria e
pasticceria, elettricistica, riparazione elettrodomestici, informatica, progettazione informatica.
Questi corsi, oltre che ai ragazzi residenti nel villaggio, sono offerti anche ai giovani della zona, dove lo
sviluppo è ancora allo stato iniziale. La scuola ha già ottenuto il riconoscimento governativo.
Le Suore gestiscono inoltre il nuovo centro medico, che offre servizi di studio dentistico, di pronto soccorso, e soprattutto fa opera di mentalizzazione e formazione per le giovani donne in gravidanza e le giovani mamme. Queste attività sono svolte in collaborazione con l'ufficiale sanitario ministeriale della zona.
Il terreno rimanente viene usato attualmente per l'agricolura, àncora per il sostentamento
e la formazione dei ragazzi del centro.
Ma le attività non si fermano all'interno del centro: i bambini aiutati tramite le adozioni a
distanza, inclusi quelli residenti nel centro, sono quasi un centinaio. Molte sono le famiglie
che in questo momento possono tirare un respiro di sollievo.
E dal momento che le comunità sono vicine alla costa, ed una sezione sempre piuttosto debole della popolazione sono pescatori, i Padri e le Suore si sono attivati per sostenerli, ancora una volta attraverso i loro bambini: 3 scuole materne sono state costruite e messe in funzione. I corsi di sartoria della scuola vengono tenuti anche nei villaggi circostanti, quando le donne e le ragazze non possono raggiungere la scuola stessa.
L'emergenza del riattizzarsi della guerra civile ha visto anche i nostri Padri in prima linea: oltre ad accogliere i piccoli delle famiglie profughe nel nostro centro si sono attivati, con l'aiuto di vari benefattori e qualche organizzazione, per portare soccorsi concreti a quelle famiglie che, persa la casa ed il lavoro, vivevano sotto le tende in campi profughi che a volte accoglievano fino a 3000 persone su spianate di sabbia.
La scuola professionale si sta attrezzando a dare alloggio agli studenti che provengono
da villaggi troppo lontani per permettere ai giovani di tornare a casa ogni giorno. Le Suore, da canto
loro, stanno per iniziare la costruzione di alcune aule per una scuola materna, in sostegno
a quella del villaggio che, con l'emergenza profughi, non riesce ad accogliere tutte le richieste.
Insomma, il lavoro non manca.
